Animenta

Anno scolastico 2025/2026

Presentazione

Durata

dal 1 Settembre 2025 al 31 Agosto 2027

Descrizione del progetto

 

Attività svolte nel progetto Mood Food realizzato presso la Scuola Secondaria di I grado dell’ I.C. Stabilini – mesi di novembre e dicembre 2025 (a.s. 2025-2026)

 

Il progetto Mood Food, realizzato dalle professioniste dell’Associazione Animenta, dott.ssa Laura Montanari e dott.ssa Elisabetta Abate, si è svolto nel nostro Istituto nei mesi di novembre e dicembre 2025. L’iniziativa si è articolata in tre incontri di due ore ciascuno e ha coinvolto tutte le classi seconde della scuola secondaria di primo grado, per un totale di oltre 80 alunni. Le specialiste incaricate hanno dimostrato elevata professionalità e competenza, instaurando fin da subito una modalità comunicativa efficace, coinvolgente e al tempo stesso accogliente, capace di favorire la partecipazione attiva di ragazze e ragazzi. Gli studenti sono stati impegnati in dibattiti e in attività laboratoriali organizzate in piccoli gruppi di lavoro e finalizzate alla produzione di elaborati visivi ed espressivi di carattere artistico: ciò ha facilitato l’interesse e l’interazione tra gli studenti, risultando particolarmente efficace e riscuotendo un feedback positivo da parte di tutti partecipanti, alunni e professori.

      L’iniziativa si è integrata in modo armonico nell’offerta formativa e didattico-educativa dell’Istituto, grazie al respiro multidisciplinare dei temi affrontati e all’impostazione collaborativa e laboratoriale delle attività proposte. Il progetto Mood Food ha inoltre pienamente rispecchiato le finalità pedagogiche del Progetto Triennale d’Istituto “Interagisco: creatività, comunità e territorio per la cittadinanza attiva”, volto a sviluppare i temi dell’Educazione civica attraverso una proficua interazione tra scuola e servizi del territorio, condividendone al contempo l’impianto culturale e metodologico. In particolare, Mood Food si fonda sulla stessa convinzione che le attività espressive e collaborative costituiscano un veicolo privilegiato per conoscere, condividere e riflettere, favorendo l’acquisizione di consapevolezza e di senso critico rispetto alle problematiche del presente.     

      La scelta di coinvolgere le classi seconde nasce dall’esigenza di integrare in modo efficace e diretto gli interventi delle specialiste all’interno di un percorso didattico che, proprio nel secondo anno, inizia ad affrontare in maniera sempre più specifica temi legati al corpo umano, all’alimentazione e ai corretti stili di vita, affiancandoli a proposte di autoriflessione e di narrazione personale – come autobiografia, lettera e diario – che spesso facilitano l’emersione di vissuti e problematiche particolarmente sensibili. Al tempo stesso, il progetto offre spunti per ulteriori e più articolati sviluppi tematici che trovano abitualmente maggiore approfondimento nel terzo anno, quali l’adolescenza e i cambiamenti psicofisici, la salute e il benessere e la prevenzione delle dipendenze. Inoltre, l’approccio trasversale agli argomenti trattati consente di collegare l’esperienza di Mood Food a diverse azioni educative, tra cui l’educazione digitale (ad esempio l’influenza dei modelli veicolati dai social media), la promozione dell’inclusività, la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo (body shaming, dinamiche di gruppo) e, non da ultimo, il contrasto agli stereotipi e alla violenza di genere.

            In conclusione, è doveroso sottolineare che proporre a scuola iniziative di informazione e prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare riveste un’importanza fondamentale, soprattutto nella scuola secondaria di primo grado, fase delicata di crescita e di costruzione dell’identità. Interventi di questo tipo, quando riescono a intrecciare i contenuti informativi con l’esperienza concreta degli studenti, favoriscono una riflessione autentica sui comportamenti quotidiani, sugli stili di vita e sulle dinamiche relazionali. Accompagnare ragazze e ragazzi in un percorso di consapevolezza significa offrire loro strumenti per riconoscere segnali di disagio, sviluppare un rapporto equilibrato con il cibo, con il proprio corpo e con gli altri, e costruire progressivamente buone pratiche di cura di sé e delle relazioni. In questa prospettiva, la scuola si configura come un luogo privilegiato di prevenzione, nella convinzione che informazione ed educazione, se proposte in modo adeguato all’età e con modalità partecipative, rappresentino la forma più efficace e duratura di tutela del benessere individuale e collettivo.

La referente per l’Educazione Civica

Prof.ssa Alice Sbrilli

 

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